CODICE ETICO DELLA "PRO-MEDIAZIONE" ADOTTATO DALLA "MEDIALEX"
CODICE “ETICO” PER PROFESSIONISTI MEDIATORI CIVILI ITALIANI
(Approvato dall’Assemblea dei soci PRO-MEDIAZIONE il 23 febbraio 2012)
PREMESSA
Il seguente testo del Codice “Etico” del Professionista Mediatore Civile (così come definito ed introdotto dal D.Leg.vo n. 28 del 2010, dal D.M. n. 180 del 2010, e successive modifiche ed integrazioni) è stato proposto dal Responsabile Scientifico, Prof. Avv. Paolo Fuoco, a seguito di incarico ricevuto dal Presidente del Consiglio Direttivo dell’Associazione PRO-MEDIAZIONE, Dott.ssa Caterina Rinaldi ed approvato all’unanimità dall’Assemblea degli associati in data 23 febbraio 2012.
Il presente Codice “Etico” è stato concepito per offrire ai Mediatori canoni-guida di comportamento nel procedimento di mediazione e definisce regole di condotta, ispirate a principi etici condivisi con la tradizione deontologica dei Mediatori in ambito internazionale e comunitario, nelle diverse materie civili e commerciali, nonché delle significative esperienze delle diverse figure e categorie professionali, in ossequio ai principi internazionali e comunitari in materia di ADR, in particolare espressi dalla Direttiva 2008/52/Ce del Parlamento e del Consiglio Europeo, all’art. 4, dal titolo:”Qualità della Mediazione”, con specifico riferimento all’elaborazione di codici volontari di condotta.
Le regole “etiche” mirano a garantire, attraverso la loro libera adesione, il corretto svolgimento da parte del Mediatore della sua “missione”, riconosciuta come indispensabile per il buon funzionamento del sistema Giustizia e per l’interesse della collettività; garantiscono altresì la continua e costante promozione della cultura della conciliazione, come previsto dall’art. 2 della Carta Costituzionale Italiana, in tema di solidarietà politica, economica e sociale (cfr. Sentenza Corte Costituzionale n. 276 del 13 luglio del 2000[1]) ed il sereno raggiungimento di livelli minimi di standard di “qualità”.
La forza del presente codice risiede nella spontanea adesione di ciascun Mediatore alle regole in esso contenute, che sono ispirate all’attuazione dei valori morali fondamentali, propri dell’ordinamento della categoria dei Mediatori.
La violazione delle seguenti proposizioni non comporta l’applicazione di sanzioni di alcun tipo, salvo il caso di comportamenti gravi tenuti dal Mediatore, tali da comportare l’adozione di provvedimenti conseguenti da parte dell’Organismo, ovvero che siano fonte di risarcimento del danno in sede civile o integranti gli estremi di un reato penale, oltre che di sanzioni disciplinari da comminarsi dai Consigli dell’Ordine o dai Collegi di appartenenza del singolo Mediatore.
L’adesione al presente Codice “Etico” non pregiudica, pertanto, l’applicazione della normativa nazionale o delle regole deontologiche che disciplinano le singole professioni e tantomeno l’applicazione di ulteriori ed eventuali codici volontari, etici o di comportamento, promossi da altri Organismi di mediazione, abilitati dal Ministero di Giustizia, ovvero da altre Associazioni di categoria, operanti nell’ambito della mediazione.
REGOLA 1
VALORI E PRINCIPI FONDAMENTALI
Il Mediatore nello svolgimento della propria attività e di ogni comportamento professionale si ispira a valori di qualità, di trasparenza, di indipendenza e di imparzialità, osservando una linea di condotta incentrata ai più rigorosi canoni di dignità e di decoro, in modo da offrire una immagine di se stesso, tale da essere riconosciuta e apprezzata da tutti come adeguata al prestigio del ruolo esercitato.
REGOLA 2
FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
Il Mediatore conserva ed accresce la propria preparazione professionale con assiduo impegno di studio e di ricerca nelle materie e settori in cui svolge la propria attività, si astiene dall’accettare l’incarico o a proseguire le procedure di mediazione quando non si ritiene dotato della preparazione e competenza necessaria ed adeguata al tipo di controversia, oggetto della mediazione.
Il Mediatore segue costantemente un adeguato livello di formazione, l’aggiornamento periodico e partecipa attivamente ai tirocini e sessioni di mediazione, al fine di un proficuo ed utile scambio di esperienza con gli altri Mediatori.
REGOLA 3
INDIPENDENZA, IMPARZIALITA’, TRASPARENZA, RISERVATEZZA E COMPETENZA
Il Mediatore garantisce e difende l’indipendente esercizio del proprio ruolo, in ogni forma di partecipazione, curando una immagine di indipendenza e di imparzialità.
Prima di iniziare il procedimento di mediazione, il Mediatore sottoscrive la dichiarazione di imparzialità, si impegna a far raggiungere un accordo nell’interesse delle parti ed opera per rendere effettivo il valore dell’imparzialità, attivandosi per far superare alle parti i pregiudizi e le cause del conflitto, che possono incidere sulla comprensione e valutazione dei fatti e delle norme.
Nell’accettazione dell’incarico o durante il corso della procedura della mediazione, il Mediatore cura la riservatezza e segretezza dei dati e notizie acquisiti in mediazione, si astiene o rifiuta di proseguire il corso della mediazione, quando vi siano circostanze che possano pregiudicare o condizionare, in alcun modo, l’indipendenza e l’imparzialità del mediatore o determinare una situazione di conflitto di interessi con le parti, in violazione delle regole contenute in norme nazionali, nel Regolamento dell’Organismo e nel Codice Deontologico professionale di appartenenza del Mediatore.
Il Mediatore è tenuto alla riservatezza tra le parti e con i terzi, garantisce l’accessibilità da parte dei destinatari alle informazioni riguardanti la propria competenza professionale, ogni aspetto dell’organizzazione, il Regolamento, i costi e le caratteristiche delle procedure di mediazione dell’Organismo di mediazione presso il quale il Mediatore è iscritto.
Il Mediatore garantisce inoltre un Servizio di elevata qualità, attenendosi a modelli standard di qualità nazionali ed internazionali di riferimento e verificando altresì che i livelli di erogazione della sua prestazione professionale, siano adeguati a favorire i più ampi livelli di confronto.
Il Mediatore adotta un comportamento rispettoso verso i colleghi Mediatori.
REGOLA 4
ETICA DELL’INFORMAZIONE, DILIGENZA ED OPEROSITA’
Il Mediatore collabora in un rapporto fiduciario con l’Organismo di Mediazione e svolge altresì la sua attività con neutralità, equidistanza, equiprossimità, serietà, educazione, scrupolo, equilibrio, ponderatezza, cortesia, rispetto, pazienza, rettitudine, autorevolezza, serietà, lealtà, equità, diligenza, efficienza, correttezza, speditezza, dignità, decoro, probità ed operosità nei confronti delle parti e dei loro avvocati e consulenti, nonché nei confronti della Segreteria e del Responsabile dell’Organismo, dimostrando la dovuta attenzione, sensibilità e partecipazione all’interesse pubblico, rendendo edotti i partecipanti alla mediazione dei contenuti del presente Codice “etico” e promuovendo, altresì, la diffusione della cultura della conciliazione.
Il Mediatore prepara le sessioni di mediazione con competenza e professionalità, tenuto conto della questione proposta e dei soggetti coinvolti, accertando che le parti o i loro rappresentanti abbiano i poteri necessari per concludere un eventuale accordo, stabilisce tempi e modi degli incontri in modo adeguato al tipo di controversia ed assicurandosi che la sede di mediazione sia idonea a consentire un ordinato, riservato e sereno svolgimento degli incontri di mediazione ed informando le parti che la mediazione non preclude l’accesso all’organo giurisdizionale.
Il Mediatore opera nel rispetto dei colleghi Mediatori, ascolta attivamente ed adeguatamente le parti, rispetta gli altri e la diversità, la dignità di ogni persona, senza discriminazione e pregiudizio di sesso, di cultura, di ideologia, di razza e di religione.
Il Mediatore consente alle parti di farsi rappresentare o assistere da un legale e si assicura che tutti i partecipanti alla mediazione comprendano con consapevolezza le loro rispettive posizioni nel procedimento di mediazione, e se richiesto, fornendo loro ogni chiarimento sui ruoli di ciascuno, sui costi, sulle procedure e sui vantaggi, sulle finalità e natura della mediazione, in termini di efficienza e di economicità, facendo in modo che le spese siano gratuite per gli indigenti o a costi moderati, rispetto al tipo di controversia, adottando ogni ragionevole sforzo per evitare tattiche dilatorie e pretestuose, nonché informando le parti, e ponendo fine alla mediazione, quando l’accordo è contrario a norme imperative e di ordine pubblico.
Il Mediatore sceglie la forma giuridica più adeguata all’accordo assunto dalle parti, dirigendo quindi la formazione dell’atto nel modo tecnicamente più idoneo per la stabilità del rapporto che ne deriva e per la completa efficacia dell’accordo, controllandone altresì la legalità e la sua rispondenza alla volontà delle parti, mediante la sua lettura prima della sottoscrizione.
Il Mediatore si assicura altresì che le parti intervengano adeguatamente, utilizza un linguaggio comprensibile, evitando di porre domande suggestive e che possano nuocere alla sincerità delle risposte, ascoltando le dichiarazioni di ciascuno ed astenendosi dal manifestare giudizi o pareri, potendo esprimere posizione solo nel caso che si proceda alla redazione della proposta conciliativa, sussistendone i presupposti e formulata in conformità al diritto.
Il Mediatore, consapevole del Servizio da rendere alla collettività e a tutela degli utenti, porta a termine con affidabilità e speditezza gli impegni ricevuti, qualunque sia la tipologia ed il valore della mediazione, osserva gli orari dell’incontro e delle attività del procedimento di mediazione, evitando inutili disagi agli utenti e propri avvocati e consulenti, redigendo con tempestività, sentite le parti, i documenti conclusivi della procedura di mediazione e rendendo altresì edotte le parti delle conseguenze previste, a seguito del comportamento tenuto, da una delle parti, nel corso del procedimento di mediazione, senza giustificato motivo.
Il Mediatore non sollecita il conferimento di incarichi in violazione dei criteri di designazione del Mediatore, promuove la propria attività in modo professionale, veritiero e dignitoso, senza ricercare o attendere riconoscimenti, premi o vantaggi di qualsiasi natura ed accettando compensi solo ed esclusivamente dall’Organismo di mediazione, in relazione all’opera professionale esercitata.
REGOLA 5
INTERPRETAZIONE E INTEGRAZIONE ALLE REGOLE DEL PRESENTE CODICE
Il Comitato scientifico interviene su richiesta del Presidente dell’Associazione, a dirimere dubbi o questioni interpretative, sulla corretta interpretazione del presente Codice “Etico”.
Il Presidente a seguito di richiesta di integrazioni al Codice Etico, sia da parte del Comitato scientifico, sia da parte di qualsiasi associato, sentito il Comitato scientifico, provvede alla sua formulazione ed all’inserimento nell’apposita raccolta del Codice “Etico”, previa approvazione da dalla maggioranza degli associati.
Il Presidente cura la conservazione e la custodia delle regole del presente Codice “Etico” e provvede all’acquisizione ed integrazioni delle nuove regole approvate.
[1] La massima della Sentenza Corte Costituzionale n. 276 del 13 luglio 2000:
“La conciliazione tende a soddisfare un interesse generale, perché costituisce non solo un efficace strumento in grado di contenere il proliferare delle controversie giudiziarie, con evidente vantaggio per l’amministrazione della giustizia e quindi della collettività, ma rappresenta anche un veicolo di diffusione di quella cultura della pacificazione, che ha fondamento nell’art. 2 della Carta Costituzionale in relazione agli istituti che riconoscono e garantiscono la solidarietà”.